Tutta un'altra scuola: merito o equità
❗️Oggi mi è ritornata l’ansia. Perché immagino sgretolarsi la costruzione di un’idea di scuola, portata avanti a fatica e balzelloni in questi anni, tra la legge 170/2010 e l’eliminazione dei voti alla primaria, tra i tentativi di arginare il disagio scolastico e la valutazione formativa.
❗️Sono apparentemente belle le parole usate nella definizione dei ministeri: merito, sovranità… ma non è bella né la sostanza teorica né l’applicazione pratica.
❗️Questo libro. Mi è arrivato l’altro ieri e casca a fagiolo. @giacomostella2 scrive:
📌”Con il principio di prestazione la scuola fissa l’asticella, ovviamente sui migliori e pretende che tutti si adeguino”. Scherzando (ma non troppo) ho citato in questi giorni una frase che ho sentito dire da una prof della mia giovinezza: “se la sai, la sai… se non la sai, peggio per te!” Ecco, il sapere così concepito è nelle mani di chi senza eccessivo sforzo, per “meriti” familiari, genetici, sociali è nelle condizioni di carpirlo. Per gli altri, pazienza!
❗️Non è questa la scuola che voglio e, soprattutto, non è questa la scuola che funziona. Perché fa male a chi ha difficoltà, lascia indietro chi è timido, vivace o diverso, respinge chi non si omologa o non ce la fa a tenere il passo. Ci vuole meno merito e più equità.


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