Liberare la scuola


 Tolte alcune eccezioni, la scuola italiana è piuttosto disciplinata, legata alla fissità di 4 variabili dipendenti:

1️⃣ aula come luogo generalista di apprendimento
2️⃣ classe come insieme numeroso di coetanei
3️⃣ orario come struttura determinata da fattori spesso non didattici
4️⃣ discipline
A queste si lega un collante: la pratica didattica.

Alcune idee generative di cambiamento stanno mettendo in discussione queste fissità:
⭕️ scuola come luogo di relazione: gli spazi di raccordo sono arredati e diventano funzionali
🔴 scuola ad alta specializzazione e personalizzazione, con spazi specializzati non generalisti
⭕️ scuola attrezzata: spazi leggeri, luminosi, flessibili
🔴 scuola riconoscibile: con colori, grafica e illustrazioni che diventano elementi identitari
⭕️ scuola aperta, alla comunità

Rigenerare gli spazi crea una spinta gentile al cambiamento. Posso fare didattica laboratoriale anche in un’aula generalista, ma se ho a disposizione materiali, tavoli modulabili, qualche notebook, libri e oggetti di apprendimento sarò facilitata a mettere la classe al lavoro.

📌”Che la scuola acquisisca - in sintesi - il requisito di un edificio accogliente e ospitale, confortevole e stimolante, possibilmente bello, ovvero più rispondente ai caratteri estetici di equilibrio, complessità, discrezione, naturalezza, sempre più vicino al concetto di casa, pur mantenendo il carattere di luogo istituzionale e pubblico.” (p. 299)

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