La busta del verbo
✂️ Classificare è un’operazione mentale complessa, ma può essere insegnata e imparata concretizzandola. Attraverso la visualizzazione di una mappa concettuale, certo. Ma anche attraverso materiali autocostruiti.
✂️ L’idea è montessoriana. La realizzazione - basic e brutta - è mia. Quando insegnavo lettere, vista la difficoltà di apprendere l’analisi del verbo, ho proposto in classe la busta del verbo.
✂️ Non necessita granché: la busta principale è ottenuta da foglio A4 colorato, nastro adesivo e forbici dalla punta arrotondata.
✂️ Nel successivo passaggio si schedano i modi, distinguendo il colore del foglio usato per i modi finiti dal colore usato per gli indefiniti. Un mio alunno a questo punto ha detto: "Ah, prof... è come per le directories del pc, stanno una dentro l'altra... questo sembra un file win zip!" (da quel momento a ogni busta infilata dentro l'altra c'era uno che diceva con orgoglio e soddisfazione: "archiviamo, prof?"). Dentro la busta principale stanno, quindi, le buste dei modi:
1) finiti (schedati con un numero romano da I a IV, con l’etichetta modi finiti e nome del modo)
2) indefiniti (schedati con un numero romano da I a III seguito da una i in corsivo per ricordare che trattasi di una tipologia diversa, etichetta modi indefiniti e nome del modo)
✂️ Infine in ogni busta-modo stanno i rispettivi tempi rappresentati da cartelline aperte su un lato, anche questi schedati senza ambiguità: un numero romano richiama la busta in cui vanno riposti (I=indicativo, II=congiuntivo...), se si tratta di tempo semplice o composto (TS o TC), seguito da numero arabo per indicare la corretta coniugazione classificatoria e infine denominato (presente, imperfetto...).
✂️ Si distribuiranno infine i pizzini con le voci verbali che l'alunno riporrà al posto giusto.
✂️ Si tratta di un materiale adattabile anche ad altre discipline. Per essere montessoriano deve essere auto-correttivo quindi sui pizzini occorre che dietro stia la soluzione (la casella in cui catalogarlo).

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