Narrare il climate change: l'ecoansia

 



🌳 Un recente studio ha messo in evidenza la diffusione della cosiddetta eco-ansia (o ansia climatica) tra i 16 e 25 anni (o Generazione Z).
I più colpiti sono i giovani e i giovanissimi “perché gli scenari climatici futuri li riguardano più direttamente, perché sono i soggetti con minore potere decisionale sulla questione, perché affrontano per la prima volta sfide così grandi.”
🌱Fonte: @nicolas.lozito

🌳I titoli sensazionalistici e il bombardamento mediatico generano ansia continua, rabbia e frustrazione. Occorre curare molto di più le modalità comunicative di questo fenomeno così pervasivo ma anche così sfuggente.

🌳L’attivista Solomon Goldstein-Rose nota infatti che si tratta di una questione così vasta da superare spesso le nostre capacità di comprensione: gli effetti sono su larga scala, lontani nello spazio e nel tempo. Il problema è definibile usando “numeri tanto grandi quanto astratti, calcoli probabilistici enormi e stime altrettanto inafferrabili.”
🌱Fonte: @linkiesta.it

🌳 “Dare ragione di speranza e mostrare buoni esempi di pratiche quotidiane e scelte politiche è fondamentale perché il discorso non cada nel vuoto o, peggio, generi soltanto sconforto.”

🌱Fonte: @wireditalia 

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