L'ascensore sociale è guasto
📌La nostra Costituzione all’articolo 3 comma 2 ci parla di eguaglianza sostanziale: “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
🔸Quel “di fatto” oggi lo tocchiamo con mano e il rapporto lo mette in evidenza: “la connessione tra povertà intergenerazionale, povertà educativa e influenza familiare di fatto limitano la persona”, intrappolandola in un “pavimento appiccicoso” da cui è difficile spiccare il volo.
🔸Bourdieu distingue tra capitale economico, capitale sociale (l’insieme delle relazioni interpersonali) e capitale culturale (forme di sapere, competenze, capacità di espressione). In particolare Bourdieu distingue fra tre forme di capitale culturale:
1️⃣ capitale culturale incorporato ovvero “interiorizzato dall’individuo sotto forma di atteggiamenti permanenti”, che richiede tempo e lavoro su di sé;
2️⃣ il capitale culturale istituzionalizzato ovvero l’istruzione, i diplomi, i titoli accademici;
3️⃣ il capitale culturale oggettivo inteso come i beni fisici (libri, quadri, ecc.).
🔸Nelle classi benestanti si investe su tutte e tre le forme di capitale culturale affinché i figli mantengano i loro privilegi.
🔸Nelle famiglie che hanno un cospicuo capitale culturale ma non tanta ricchezza si punta sul percorso scolastico dei figli perché possano contare su un aumento del loro capitale culturale che poi si trasformerà in capitale economico e in capitale sociale.
🔸Di contro, le famiglie che vivono in situazione di povertà intergenerazionale, faticano ad investire sulle tre dimensioni per la situazione socio-economica in cui versano e per l’habitus acquisito e trasmesso ai figli, che ridimensiona le aspettative.


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