La maestra e la camorrista: perché in Italia resti quel che nasci
di Federico Fubini @librimondadori
📌”Tre forze dominano oggi la società italiana: la ricchezza patrimoniale di milioni di famiglie, la povertà demografica di un Paese nel quale le nascite di nuovi bambini sono sempre più rare (mentre i giovani emigrano) e la fragilità culturale evidente in una proporzione di laureati e diplomati fra le più basse dell’Occidente. Il modo in cui queste forze si combineranno fra loro è destinato a decidere del nostro futuro.”
❌ L’Italia di oggi è pietrificata. I risultati della ricerca da cui il libro prende le mosse sono agghiaccianti: nel 1427 la Repubblica fiorentina indice un censimento per avere contezza del debito e delle difficoltà economiche delle famiglie, lasciando così ai posteri una fotografia della situazione reddituale dell’epoca; ebbene, a distanza di secoli, due ricercatori della Banca d’Italia hanno constatato che i cognomi dei ricchi possidenti del 1400 sono gli stessi di oggi e, cosa ancora più significativa, anche coloro che stanno al gradino più basso sono ancora gli stessi. “In altri termini, nella scala sociale c’è una persistenza tremenda.” E questo fa sì che le persone smettono di crederci.
❌ Quello che in Italia è strano (per essere uno stato a welfare avanzato) non è tanto che i laureati guadagnino più dei diplomati. Ma che i laureati figli-di-laureati trovino più facilmente lavoro e guadagnino di più di coloro che per primi in famiglia sono giunti alla laurea (il 12%in più per l’esattezza). In altri paesi non c’è questa disparità. Anche a parità di impiego (oltre che di titolo di studio) i professionisti-figli-di-professionisti guadagnano di più di chi non ha i genitori che gli hanno tramandato lo studio o la professione (persino pubblica: pensate alle generazioni di professori universitari).
❌ La meritocrazia che non tiene conto del contesto di provenienza è semplicemente ingiustizia.
Si può rimediare? Secondo l’autore sì.


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