Idee per la formazione iniziale degli insegnanti

  



🔶 IL MODELLO DELLA PRIMARIA E QUELLO DELLA SECONDARIA
🔸Chi insegna alla primaria sceglie precocemente di intraprendere la carriera di docente: una volta già con la scuola magistrale, oggi con la laurea in scienze della formazione primaria, laurea abilitante. Si tratta di un percorso incentrato sulle competenze didattiche che evita l’effetto second best, cioè il rivolgersi all’insegnamento come seconda scelta, senza aver orientato i propri studi a formarsi per questo.
🔸Per la secondaria, invece, l’unico requisito richiesto per decenni è stata la competenza disciplinare. Alle lauree (non abilitanti) diversi escamotage, l’ultimo i 24 CFU, giustappongono un’infarinatura didattica. Gli studi universitari, di per sé, non orientano alle competenze necessarie per insegnare.

🔶 ULTERIORI CRITICITÀ
🔸Sanatorie che sanciscono situazioni di fatto generate dall’incertezza nei tempi dei concorsi e, per lunghi periodi, dalla loro totale mancanza.
🔸Modalità sempre più sterilmente nozionistiche dei concorsi, espletati in tempi lunghissimi.

🔶 CONSEGUENZE
🔹Per chi comincia a insegnare alla secondaria, quindi, si apre un lungo periodo di supplenze e di improvvisazione che, almeno all’inizio, per lo più porta a riprodurre modalità tradizionali di insegnamento.
🔹Successivamente i più volenterosi si formano sperimentando sul campo e studiando o seguendo corsi più o meno utili, di solito generici, per migliorare le performance didattiche.

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