Dante uno di noi
Leggiamo le prime pagine de La poesia della Divina Commedia di Charles Singleton, una delle letture critiche più appassionanti che siano state concepite sul primo verso della Commedia.
Notissimo incipit eppure ancora riserva sorprese:
Nel mezzo del cammin di nostra vita
«Nel prologo noi - noi - ci troviamo sulla scena di questa vita. Questo è “il cammin di nostra vita”, la vita dell’anima, questa è la nostra condizione di viatores.»
Quel viaggio, rievocato da Dante nella Commedia, ha luogo in un tempo sempre presente e “ogni uomo (every-man) ne è l’attore.”
«Il “nostro” viaggio deve diventare il “suo” viaggio, e “suo” deve scaturire da “nostro”. (...) Il viaggio oltremondano di quest’uomo resterà infatti potenzialmente aperto al nostro viaggio in terra.»
Il viaggio letterale, raccontato in versi, di Dante “è in grado di produrre un altro senso” che ci riguarda tutti, ed è “il nostro viaggio, il moto dell’anima sul cammino della salvezza.”
«Dante è il viator e il suo viaggio è narrato in prima persona. Quell’”io” è rappresentato come una possibilità offerta a te, a me, al nostro viaggio sulla terra.»


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