Guerrilla Learning: cosa salvare della didattica trasmissiva



Una ricerca della Fondazione Agnelli in collaborazione con INVALSI (ne parlo anche nelle storie) ha evidenziato che la lezione trasmissiva è (ancora) la più diffusa in Italia.

Però.
Però se fatta bene non è tutta da buttare?
Fatta bene come?
-la lezione va pianificata
-la lezione comincia con l’enunciazione chiara dell’argomento, delle competenze necessarie e degli obiettivi
-l’argomento viene organizzato e vengono utilizzati per farlo strumenti facilitanti e medium dell’apprendimento (es. mappe concettuali ma non solo)
-la classe è sollecitata tramite attività di metacognizione e feedback valutativi

La ricerca ha dato risultati non proprio incoraggianti:
-le lezioni non sono sufficientemente pianificate
-la scuola primaria si dimostra più efficiente della secondaria
-gli insegnanti di matematica si dimostrano più efficienti di quelli di italiano (sono gli unici insegnamenti che sono entrati nel campione della ricerca)
In definitiva, facile a dirsi lezione trasmissiva. Non è certo inondare gli allievi di discorsi, parole e spiegazioni (quando non dettati... l’ho detto!).
Ditemi cosa ne pensate, vi aspetto nei commenti.

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