Dante 2021: Dante studia


Tra il 2003 e il 2006 ho completato il Dottorato sulla Vita Nova e ricordo, oltre a una sterminata bibliografia, anche la gioia di una continua scoperta di una figura incommensurabile nella sua grandezza, che suscita più timore reverenziale che simpatia. Dante è in ogni caso una continua scoperta e le celebrazioni del 2021, centenario della sua morte, ci danno l'occasione per approfondirne alcuni aspetti.

Per esempio, gli studi. Tutta la vita di Dante è fatta di eventi e incontri. Fatti e persone.
Se questo è normale per ciascuno di noi, per Dante è straordinariamente cogente.

C’è stato sicuramente un maestro, che gli ha insegnato a leggere e scrivere in latino (l’unica lingua insegnata a scuola).

C’è stata la morte di Beatrice, che lo ha spinto verso la filosofia e da lì “non smise più di studiare”. Ricostruire la sua biblioteca, gli “auctores” su cui si formò, è un percorso su un cammino incerto:
“Il fatto che Dante citi certi autori non significa necessariamente che li avesse letti di prima mano, perché ai suoi tempi molta conoscenza circolava sotto forma di estratti, florilegi ed enciclopedie.” (Barbero)

C’è l’incontro con Brunetto Latini, con la sua “cara e buona imagine paterna”: ritrovatolo all’inferno, nel rievocarlo prevalgono l’affetto e la gratitudine per avergli insegnato l’arte del ben scrivere, che può rendere eterno l’uomo.

Alla scuola dei domenicani e francescani di Firenze, forse anche a Bologna, approfondisce la filosofia, apprendendo il pensiero aristotelico-tomistico attraverso le “disputationes”, lezioni-dibattito.

E il Dante protagonista della Commedia? Sceglie Virgilio come maestro e autore. Maestro = da magis(ter), contiene la parola più (magis). E autore = da auctor, colui che fa crescere. Ma è per lui anche padre, più volte lo chiama così nella Commedia e altrettante viene da lui chiamato figlio: un “debito progressivamente cumulativo” (Eliot) lega Dante al poeta latino. Un maestro perfetto: arretrerà quando consegnerà l’allievo a Beatrice, la quale era già all’origine della sua presenza nella selva del proemio.
Senza di lui non sarebbe sopravvissuto e senza di lui raggiungerà la meta, superandolo.

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