Come organizzo i miei viaggi: il tipo di viaggio


Tempo fa ero abbastanza convinta della nota distinzione tra turista e viaggiatore: credevo che mentre il turista cercasse il già saputo e i luoghi pensati appositamente per lui, il viaggiatore -in cui mi identificavo- partisse per conoscere l’ignoto, alla ricerca di posti off the beaten path.

Oggi penso che chi si muove da casa per andare da qualche parte è un viaggiatore ma anche un turista e che la sostanziale differenza sia tra stanziali e camminatori.

Lo stanziale ama fondamentalmente riposare cambiando aria: va in montagna, al mare, in mezzo al verde, su un’isola o anche in crociera ma di fatto riproduce in vacanza i ritmi della sua vita solita.

Il camminatore sceglie di continuare a muoversi anche una volta giunto alla meta: se è in una città macina km ogni giorno, se visita un paese predilige un on the road; villaggi turistici e crociere non sono sul suo radar.

Scegliere bene il tipo di viaggio sarà forse ciò che ci permetterà di muoverci in qualche modo anche quest’estate.
Probabilmente forme stanziali saranno facilmente attuabili, anche se i luoghi che concentrano molti in un poco spazio (villaggi e crociere) dovrebbero organizzarsi con tamponi espressi.
Ma ritengo che ancora più fattibile potrebbe essere saltare su un’auto e scegliere una meta “underrated”, studiando bene tappe e vivendo a fondo il territorio, provando ad approfondire. Si parla di undertourism, turismo di prossimità e di last second.
Che ne pensate? Credete nella distinzione turista/viaggiatore? E per la prossima estate quale potrebbe essere la formula possibile di viaggio?

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